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Lipari, Arte contemporanea: inaugurata "Arché futura"

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"Alta si ergeva la reggia del Sole [...] e i battenti della porta emanavano riflessi argentei. E qui l'arte eclissava la materia, perché il dio del fuoco vi aveva cesellato i mari che circondavano la terra, l'universo intero e il cielo che lo sovrasta [...]." Ovidio avrebbe potuto riferirsi, in questo passo del Libro Secondo de Le Metamorfosi, al Museo Archeologico Regionale Eoliano 'Luigi Bernabò Brea', un Olimpo colmo di bellezza e antichità che domina dall'alto l'intera isola di Lipari. Qui, presso la chiesa di S. Caterina s'è inaugurata, lo scorso 30 luglio, la mostra "Arché futura" curata dal noto critico Giuseppe Frazzetto. Patrocinata dalla Regione Siciliana, dal Comune di Lipari, dall'Unione Europea e con la partecipazione dell'Ass. culturale 'Arte Alta', l'esposizione ospiterà, fino al prossimo 30 settembre, le opere ("diverse per natura, medium, opzioni linguistiche") di tre generazioni raffinate di artisti contemporanei di fama internazionale: Gianfranco Anastasio, Tomaso Binga, Renata Boero, Gianfranco D'Alonzo, Marcello Di Donato, Emilio Isgrò, Luca Maria Patella/Rosa Foschi, Natale Platania, Giuseppe Puglisi, Marco Nereo Rotelli, Piero Zuccaro/ Donatella Capraro.

Filo conduttore la riflessione sul tempo e sull'identità, sullo scorrere di istanti che si sedimentano diventando memoria storica, del passato e delle sue radici. Tutte le opere selezionate, interpretano in modo del tutto originale attraverso colore, rigore geometrico, gesto di danza, fotografia, pittura, nuove tecnologie applicate all'arte e scrittura, un presente, una modernità artistica che è tensione verso il futuro e ancoraggio verso ciò che fu.

La mostra ritrova quasi una location naturale in questo suggestivo palcoscenico, carico di una natura imponente e d'indelebili tracce del tempo. Qui l'arte percorre traiettorie improvvise e sorprendenti attraverso una molteplicità di linguaggi che nell'ambito della collettiva formano una costellazione complessa, ma quanto mai armonica, di elementi, costruendo una figura ulteriore riconsegnata agli occhi del visitatore: il ritorno all'idea che l'arte si scopra nell'attività umana, nella psicologia, nell'antropologia, nelle riflessioni quotidiane.

E l'attuale consapevolezza che l'arte contemporanea rappresenti un canone ricco di voci, la cui perfetta intonazione sia il risultato proprio dall'eterogeneità dei linguaggi, dei 'prodotti' degli artisti. Presenti all'inaugurazione, oltre al Sindaco di Lipari, Mariano Bruno, al Direttore del Parco Archeologico delle Isole Eolie, Umberto Spigo e al Dirigente del Museo Archeologico Eoliano L. Bernabò Brea, un folto pubblico di 'addetti ai lavori' e tutti gli artisti.

Sono intervenuti poi Maurizio Spina e Marina Arena, rappresentanti delle Facoltà di Ingegneria e Architettura delle Università di Catania e di Reggio Calabria. Presente Giuseppe Frazzetto, al quale si deve la paternità del progetto, che ha tracciato, attraverso la sua relazione, a tratti autobiografica, le linee guida del dibattito cui la mostra rimanda, regalando al pubblico un'emozionante riflessione/lezione sull'arte ('L'origine è la meta') arricchita di flessioni storiche, filosofiche ed antropologiche.

L'inaugurazione si è conclusa con l'intervento fuori programma del celeberrimo Emilio Isgrò che ha restituito al pubblico una fotografia autentica a tratti amara dell'attuale condizione nazionale, oltre che siciliana, non solo sotto il profilo artistico ma anche sotto quello politico e sociale.

La mostra è gratuita e resterà allestita fino alla fine di settembre.

Foto del redattore

Silvia Lucia Sampugnaro