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Palermo: presentazione del libro di Ilaria Cavo "Il cortocircuito"

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Palermo. Alle ore 18.00 del 26 Giugno ha avuto luogo, presso la sala lettura della libreria Mondadori, la presentazione del nuovo libro di Ilaria cavo "Il cortocircuito". Il libro è una raccolta di storie di gente comune che per errore della macchina giudiziaria viene incriminata ingiustamente.

Le nove storie presenti nel libro di certo non possono e non devono lasciarci indifferenti; specialmente se si tratta di un giovane di diciannove anni che si ritrova accusato e immediatamente incarcerato solo perchè tra i numeri della sua rubrica figuravano numeri di telefono di persone "sbagliate".

Il ragazzo si ritrova incriminato per spaccio di droga solo perchè parlando a telefono con un amico dice che nel pomeriggio sarebbe passato a prendere la Maria. Maria è realmente un 'amica del ragazzo,ma per gli inquirenti questa sarebbe la parola in codice per dire che sarebbe passato a ritirare un carico di marjuana. Cosi, senza prove in mano, basandosi solo su quell'intercettazione, lo arrestano. Al processo, compiutosi dopo tre anni, il ragazzo viene assolto.

Cosi come la storia di un ingegnere direttore dei lavori dell'A.N.A.S che viene processato venti volte perchè ritenuto responsabile di incidenti che in realtà sono stati causati da calamità naturali.Assolto in tutti e venti i processi dopo diciassette anni.

Il filo conduttore di queste storie è la "mala giustizia". La lunghezza del processo.

Su questo punto è intervenuto il Dott. Giuseppe Ayala, magistrato ed ex parlamentare, il quale ha dichiarato:«Io il mondo della giustizia lo conosco da diversi punti di vista essendo stato parlamentare ed esercitando la professione di magistrato. Nei processi il dato fondamentale è il fattore tempo. L'errore è da mettere in conto in tutte le professioni in quanto gestite da esseri umani. Certo è che se la durata del processo si dilunga il margine di errore è maggiore. La giustizia non può e non deve arrivare dopo dieci-quindici anni perchè si va a distruggere l'esistenza di persone realmente innocenti».

Il Dottor Ayala ha parlato anche di razionalizzazione della circoscrizione giudiziaria per accorciare i tempi dei processi.

Ma perchè tale riforma non è ancora stata attuata? Perchè, pur sapendo che una riforma di questo tipo può ridurre tempi e costi di un processo, nessuno se ne occupa?

Forse una giustizia che funzioni non interessa né ad un governo di destra, né ad un governo di sinistra visto che fino ad oggi entrambe le fazioni non se ne sono occupate(o preoccupate).

E' inconcepibile che la democrazia di un Paese, importante come il nostro, abbia un'organizzazione giudiziaria che si avvicina più a quella dei paesi del terzo mondo che non ai Paesi Occidentali.
Il libro è un invito a riflettere. Un invito indirizzato a tutti, persone comuni, magistrati, avvocati, politici con la speranza che ognuno possa dare più peso al proprio lavoro, che ci possa portare a dire che l'unica giustizia, in fondo, non è solo quella divina.

Foto del redattore

Francesca Perconti