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Gli sms possono migliorare le competenze linguistiche

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Secondo il parere del Presidente dell’Accademia della Crusca, Nicoletta Maraschio, le abbreviazioni non sono un problema e scrivere sms “aumenta l'alfabetizzazione, avvicina alla lettura, alla scrittura e invita alla sintesi''

Per lungo tempo sminuito, biasimato e condannato perché colpevole di deturpare e, in qualche modo, intorpidire le competenze linguistiche e grammaticali degli scriventi, l’Italiano degli sms è stato ultimamente oggetto di una rivalutazione  e, non a torto, considerato un “gergo molto articolato” che comporta un arricchimento del linguaggio e non, quindi, la sua distruzione.

È, sostanzialmente, quanto dichiarato in un’intervista al mensile Focus dalla nota linguista che precisa: "le abbreviazioni  non sono un problema: sono sempre esistite, si trovano persino nei manoscritti medioevali ed è probabile che qualche termine potrà traghettare nell'Italiano corrente, perchè, come tutte le lingue vive, è aperto e in continua mutazione, quindi esposto ogni momento alla contaminazione con altri linguaggi, gerghi, dialetti e lingue”.

Il linguaggio degli sms ha poi un antenato illustre: l’epigrafia latina. Infatti l’esigenza di essere brevi e risparmiare sui costi del lavoro degli scalpellini sembra aver influenzato le iscrizioni sepolcrali sulle lapidi di marmo, dando luogo ad abbreviazioni del tipo “D. M.” che sta per Dis Manibus, “agli dei degli Inferi” .

Ricordiamoci che fino alla fine dell’Ottocento era ancora frequente scrivere “havere” con la lettera h, di conseguenza non è escluso che fra alcuni anni possa essere in uso la grafia “ke” in luogo di “che”, tanto per fare un esempio.

In generale il fenomeno, data l’importanza, necessita di essere documentato e anticipa gli sviluppi futuri della nostra lingua, che tende a semplificarsi sempre di più, influenzata anche dal linguaggio parlato.

Certo, un uso smodato delle abbreviazioni, se è ben tollerato in contesti che richiedono un linguaggio pratico o informale, risulta ancora inappropiato nel caso di una comunicazione più formale, tuttavia sembra che l’evoluzione della lingua porti proprio verso questa direzione.

Se semplificare comporta un miglioramento della comunicazione, che ben venga, a patto che, come afferma la Maraschio, “non impoverisca il linguaggio portando all'utilizzo di un vocabolario ristretto''.

Fonte foto: www.amoregridatosuimuri.blogspot.com

Venera Tripoli