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Ricorre quest’anno il centenario della morte di Emilio Salgari

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 Moriva suicida nel 1911, tormentato dai debiti e dalla malattia mentale della moglie, uno dei più amati e popolari autori di romanzi d’avventura, ideatore di personaggi divenuti mitici, come Sandokan e il Corsaro Nero

In occasione dei 100 anni dalla scomparsa di Emilio Salgari, sono molte le iniziative promosse per ricordare questo prolifico romanziere di fine ottocento, autore di circa 80 romanzi e di moltissimi racconti, pubblicati anche sotto diversi pseudonimi.

Da segnalare anche due biografie: “La tempestosa vita di capitan Salgari” di Silvio Gonzato ed “Emilio Salgari, la macchina dei sogni” di Giuseppe Bonomi e Claudio Gallo, che fa luce su molti aspetti sconosciuti della sua esistenza, anche in merito al disperato gesto del suicidio.

Lo scrittore, infatti, poco prima di morire, si era rivolto con una lettera di appello ai propri editori, da cui si riteneva, consapevolmente e non ingenuamente (come si è creduto in passato), sfruttato. La lettera si concludeva con una frase divenuta celebre: "Vi saluto spezzando la penna". L’atto stesso di togliersi la vita sembra poi, nella dinamica, esser stato compiuto in modo rituale, come ad imitazione di uno dei suoi stessi personaggi: con la gola e il ventre sgarciati da un rasoio, praticando l'insano gesto d'origine nipponica del harakiri, con gli occhi rivolti verso il levare del sole.

Animato in vita da un implacabile spirito da viaggiatore ma condannato, dalla sua travagliata esistenza, a non poter viaggiare mai, grazie a meticolose ed estenuanti ricerche, è riuscito a dare vita, con la fantasia, ad un poderoso e rocambolesco scenario di avventure.

La sua penna ha descritto mirabilmente vicende che si dipanano tra ambientazioni esotiche da sogno come la giungla indiana, le isole della Malesia e le praterie del West, e pirati, corsari, cacciatori di foche, pescatori di balene, predoni del Sahara

La critica negativa lo ha spesso definito uno “scrittore per ragazzini” e, indubbiamente, il suo fascino odierno risente delle numerose produzioni televisive e cinematografiche, ispirate ai romanzi. Tuttavia non si può non riconoscerne un messaggio pionieristicamente moderno e anticonformistico.

Se consideriamo, infatti, che il contesto storico entro cui matura la produzione "salgariana" è quello dell’età dell’imperialismo colonialista, caratterizzata dal mito della superiorità dell’uomo bianco e dal disprezzo nei confronti delle altre razze, diventa significativo che i protagonisti di questi romanzi siano, invece, proprio uomini di colore e indigeni che lottano per l’indipendenza, difendendosi tenacemente dall’oppressione coloniale. Doveroso ma anche utile ricordarlo.

Fonte foto:emiliosalgari.it

Venera Tripoli