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Elezioni tra le polemiche per la Facoltà di Lettere di Catania

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Si torna alle urne nella Facoltà di Lettere e Lingue dell'Ateneo di Catania. A meno di un anno dalle ultime elezioni il voto è tornato necessario a causa di profondi sconvolgimenti negli equilibri interni all'Ateneo Catanese.

L'ex Monastero dei Benedettini, sede delle sopracitate facoltà, sta vivendo in queste ore una vera e propria controversia dai contorni per nulla chiari o addirittura sconosciuti dalla grande maggioranza degli studenti. Le elezioni, indette il 1° Marzo scorso dal rettore Antonino Recca, hanno suscitato non poche polemiche perché, difatti, sancirebbero la definitiva chiusura della facoltà di Lingue a Catania, e il suo conseguente spostamento nella città di Ragusa. I 18 consiglieri - 9 di Lettere e 9 di Lingue - entrati in carica neppure un anno fa, si trovano adesso a rimettersi in gioco dopo, a detta loro, senza neanche avere avuto il tempo di progettare, e di conseguenza attuare, qualcosa di significativo per la Facoltà.
Per settimane è stata valutata, da parte dei membri delle associazioni studentesche, la possibilità di boicottare le elezioni ma, alla fine, solo una minima parte ha deciso di rimanere su questa strada, mentre la maggioranza ha deciso di ricandidarsi e lottare per una riconferma.
Entrambe le fazioni hanno le idee chiare, e le hanno espresse così alla redazione di "Oggimedia".

«Le elezioni risultano inutili poiché i neoeletti rappresentanti rimarrebbero in carica pochi mesi, questo perché, a seguito della riscrittura dello statuto d'Ateneo voluto dalla riforma Gelmini, a fine Luglio, probabile data dell'entrata in vigore del nuovo Statuto, tutti i consigli andrebbero sciolti per legge, per poi tornare al voto per formare i nuovi consigli. Considerando che i neoeletti consiglieri assumerebbero la carica solo in novembre, se lo Statuto dovesse entrare in vigore nei termini prestabiliti, paradossalmente, i consiglieri potrebbero non assumere mai la loro carica. Riteniamo, dunque, che valga la pena non votare, perché comunque gli attuali consiglieri rimarrebbero in carica fino a novembre, per non parlare del fatto che, ovviamente, le elezioni costano non poco ad una facoltà già in crisi».

Queste le parole di Matteo Iannitti, studente facente parte del gruppo "Movimento Studentesco Catanese" che ha deciso di non presentare la propria lista a queste elezioni.

Di tutt'altro avviso è invece Alessandro Commendatore, consigliere uscente e facente parte del gruppo "ARES", che ci spiega perché secondo lui bisogna votare. «Le elezioni sono un diritto, ed è nostro diritto scegliere i nostri candidati, presentare i propri candidati significa non lasciare tutto in mano alle poche liste collegate al rettore, che avrebbe così vittoria facile proponendo i soliti volti noti della politica catanese. E' vero che la messa in atto del nuovo Statuto prevede lo scioglimento del consiglio, ma se, per motivi burocratici, l'attuazione dovesse ritardare, corriamo il rischio di rimanere per mesi nelle mani del rettore, senza avere nessun candidato che difenda i nostri diritti».

Quel che è certo è che l'accorpamento di alcuni corsi di Laurea della Facoltà di Lingue a quella di Lettere, e lo spostamento della Facoltà unica di Lingue a Ragusa è già stato deciso. E tutto ciò non farà altro che portare ulteriori disagi a migliaia di studenti, che sembrano sempre più, essere burattini nelle mani di pochi.

Fonte foto: osservatoriocatania.blogspot.it

Philip Emmanuello