Wikipedia, prima nel suo genere, è oggi la concorrente più accanita dell'enciclopedia cartacea. Purtroppo, però, sembrerebbero spuntati all'orizonte errori madornali che la renderebbero non perfettamente attendibile.
C’è chi si sta prodigando per fare una raccolta d'errori, stile raccolta firme, affinché si possa mettere sotto accusa. Alcuni si limitano a ricercare le notizie diffamanti per conto di qualcuno. Altri, come professori e ricercatori, vorrebbero bandirla già da tempo.L’enciclopedia libera, così chiamata perché in tale sito la cultura non si paga, è il primo sito con un’affluenza così alta in cui gli utenti non sono costretti ad essere bombardati dalla detestata pubblicità. Ma come direbbe qualcuno, ogni rosa ha le sue spine: da qualche mese, infatti, il fondatore ha pubblicato una sorta di appello pubblico dove, in sintesi, riconosce il valore della sua diffusissima enciclopedia, e adesso desidererebbe che i lettori più generosi accreditassero una qualche somma di denaro alla ricerca e alla cultura di Wikipedia.
Questo proprio nei giorni in cui il sito viene maggiormente bombardato da critiche, riesami, disapprovazioni e deplorazioni. In molti la definiscono non libera, piena di errori ed ideologizzata. Altre testate sentenziano: “Wiki, enciclopedia universale o miniera di errori?” o ancora, “Wikipedia, l’enciclopedia troppo libera”.
Ci si chiede quindi: se questo pozzo di cultura è davvero affrancato e, se tale contenitore di sapienza è interamente costruito per noi utenti, per quale motivo dovremmo abdicare i nostri soldi al fondatore?
Chi dovrebbe, infine, minacciare la cultura che Wikipedia diffonde? Potremmo solo rispondere: "solo la stessa informazione che essa può diffondere".
Fonte foto:seeker401.wordpress.com
Giada Passanisi
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Enciclopedia cartacea: diffidate dalle imitazioni!













