Di fronte alla competitività crescente nelle domande di lavoro emerge chi conosce le giuste strategie per presentarsi ai responsabili hr. Questo il significato di "100 secondi per convincere un selezionatore", workshop di orientamento al lavoro tenuto dalla dott.ssa Antonella Puzzo durante il "1° Recruiting Day" a Modica.
Responsabile del settore recruiting per la Ernst&Young, la dottoressa spiega ai giovani laureati come presentarsi con successo ad un colloquio di lavoro. Dall'alto della sua esperienza di selezionatrice presso una società mondiale, Antonella Puzzo, descrive inoltre i metodi di recruiting adottati dalla sua azienda e le nuove possibilità per le imprese di individuare nuovi profili.
Mostrarsi preparati ad un colloquio è una porta di accesso ad un'azienda: conoscere bene di cosa si occupa un'azienda prima di presentarsi e proporsi per un ruolo adeguato alle richieste aziendali è fondamentale per superare una selezione. «Apprezzo quando un candidato sa cosa fa l'azienda ed ha consapevolezza di quello che andrà a fare» - dichiara Antonella Puzzo.
Avere consapevolezza della proprie capacità e dei tratti caratteriali è un altro aspetto di cui i selezionatori tengono conto: «spesso ai colloqui si chiede di descrivere se stessi in pochi aggettivi, questo metodo serve a capire se il candidato ha consapevolezza di sé» - dice ancora la Puzzo. «Apprezzo un candidato che ha le idee chiare e che non enfatizzi solo il suo percorso formativo ma anche quello che ha fatto al di fuori dello studio, se è dotato di particolari capacità e ha avuto determinate esperienze».
Regole ben precise anche per la compilazione del curriculum: «Quando si compila un curriculum è importante descrivere la propria formazione, ma soprattutto le esperienze lavorative o di vita avute» e ancora «la prima parte del cv può avere una forma standard, valida per diverse aziende, ma la seconda parte deve essere mirata al settore per cui ci si candida». Questi i consigli per chi si affacia per la prima volta al mondo del lavoro.
In riferimento ai nuovi metodi di recruiting la dottoressa Puzzo parla anche dei social network. Il web è ormai nelle mani dei selezionatori, Linkedin è il network più utilizzato per contattare nuovi profili, «è molto utile per entrare in contatto con profili specifici di interesse per l'azienda attraverso la propria rete di contatti, avendo in tal modo una sorta di referenza, a mio avviso i social network possono essere un ottimo strumento per cercare personale, c'è uno scambio di informazioni che non può esserci in altri modi».
Un metodo efficace di selezione è sicuramente lo stage, utile a formare giovani neolaureati inquadrandoli già all'interno di ruoli necessari all'azienda. Personale già pronto quindi per essere assunto, se non da subito, anche in un momento futuro: «noi assumiamo la maggior parte delle persone dopo lo stage. Ciò permette di capire com'è realmente una persona e aiuta le aziende nella selezione perché permette di individuare profili validi anche prima della conclusione del loro percorso di studi. Diventa invece un fattore controproducente se l'azienda passa da uno stagista ad un altro pur di non concludere un contratto o se vengono scelte persone inadeguate ai profili ricercati. Molti studenti, infatti, sono ormai obbligati a svolgere un periodo di stage, quindi tra tutti quelli che si presentano bisogna stare attenti a scegliere le persone più adeguate».
Paola Fidone
Fonte foto: jobtalk.blog.ilsole24ore.com
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Superare un colloquio di lavoro: le competenze non bastano!













