Certamente
All’interno del Castello Ursino l’allestimento ha visto la creazione di strutture di legno e grandi cornici che mantengono sospesi la raccolta di fotografie in bianco e nero degli anni giovanili, i documenti accuratamente impaginati su cornici di legno chiaro; e le opere degli amici di Modì, artisti famosi come Pablo Picasso e Henry Toulouse-Lautrec, per citarne solo alcuni. Tutto ciò ha fatto da girone preparatorio nel cammino di conoscenza della vita del pittore, fino ad arrivare alla sala delle sculture. Visi scolpiti in evidenza, espositori neri che hanno fatto da quinta scenica per la maggiore godibilità delle sculture a tutto tondo. La novità assoluta: la scoperta di un disegno inedito, uno schizzo che ritrae la patrona etnea, S. Agata. Modigliani aveva raffigurato la Santa, intorno al 1919, sul retro di una lettera inviata ad un prelato di Noto (SR).
Solo tre i quadri e cinque le sculture, tanta carta appesa e un’unica “olivetta di s.agata” in cima, che però sa di poco, perché i tre faretti che danno luce, non la valorizzano. Si esce in fretta dalle sale del castello. L’ambiente illuminato in maniera diffusa non crea l’intimità dell’”anima”. Peccato! La donna con gli occhi blu ha tante cose da dire, ma non con dietro una tenda rossa, con l’impressione di essere a teatro.
La mostra è stata organizzata dal "Modigliani Institut Archives Légales, Paris-Rome", in collaborazione con il Comune di Catania e la galleria Side A del collezionista Giovanni Gibiino, con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali.
Daniela Scamporrino
Foto: www.comune.catania.it
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Modigliani a Catania.













