La pazienza è finita. Molte scuole di Catania, a seguito dell’imminente approvazione in Parlamento della Riforma Gelmini, che riguarda l’università e che già ha toccato le scuole superiori, hanno deciso in questi giorni di attuare scioperi, autogestioni e persino occupazioni. Altri però sono i problemi che preocupano i liceali: mancanza di docenti e bidelli, locali fatiscenti, sporcizia e disorganizzazione durante le consuete attività didattiche. Tutte queste forme di protesta basteranno per cambiare il corso delle cose o é la solita scappatoia per rimandare interrogazioni e lezioni a data da destinarsi? Oggimedia ha indagato verificando la situazione in tre importanti istituti della città.
Autogestione Ferrarin: no al trasferimento
All’Istituto Tecnico Aeronautico A. Ferrarin i ragazzi temono una possibile chiusura della sede di Via Galermo, e così si è deciso di fare l’autogestione. Flaminio Mura, rappresentante d’istituto, ci spiega i motivi di questa forma di protesta: « La Provincia di Catania, in passato, ha approvato un nostro trasferimento all’Istituto Nautico di Catania. Noi ragazzi e docenti, non abbiamo alcun’intenzione di abbandonare la sede di Via Galermo. Purtroppo, dopo che abbiamo chiesto chiarimenti in merito, non abbiamo ricevuto alcuna risposta ufficiale. Il nostro istituto rischia così di morire, perché i ragazzi delle scuole medie, venendo a conoscenza di questa realtà, difficilmente sceglieranno di iscriversi. Tutti hanno cercato di tranquillizzarci, ma ci siamo stancati: siamo anche disposti a bloccare la via Galermo e persino la circonvallazione di Catania, pur di risolvere la questione».
Sulla riforma Gelmini, Mura ha le idee chiare: «Quello che sta accadendo in questo momento è ormai diventata una questione culturale e non politica. Siamo solidali con i colleghi dell’università, che rischiano di vanificare i loro sacrifici. Da anni chiediamo più fondi per migliorare le strutture e per consentire a tutti il diritto allo studio, ma ahimé si è fatto poco, e di certo questa riforma sta ulteriormente peggiorando la situazione».
Liceo Boggio Lera: dall’autogestione all’occupazione
Da sempre il liceo scientifico Boggio Lera è considerato una delle fortezze del movimento studentesco catanese. Dopo un’iniziale fase d’autogestione, si è passati all’occupazione, creando molti malumori. Interpelliamo Francesco Boccafoschi, uno dei rappresentanti del Boggio Lera, contrario all’occupazione della sede di Via Vittorio Emanuele : «Avevamo iniziato l’autogestione, in accordo con il preside Giovanni Torrisi e i docenti, per protestare contro la riforma e per chiedere alcuni interventi per migliorare le nostre strutture. Tuttavia, giovedì 2 dicembre, c’è stato un “colpo di mano” da parte d’alcuni ragazzi che hanno occupato l’istituto. Avevamo raggiunto un certo equilibrio, anche perché i docenti, indubbiamente, hanno molta più esperienza di noi ed erano diventati i nostri punti di riferimento. Ritengo l’occupazione una forma di protesta molto inefficace, specie quando tra gli studenti, c’è scarsa informazione. Purtroppo, una volta stabilito il normale svolgimento delle lezioni, temiamo ripercussioni da parte del corpo docenti, in termini soprattutto di voti in condotta ».
Al Cannizzaro gli studenti chiedono aule più pulite. Il Preside risponde…
Gli studenti dell’istituto tecnico Cannizzaro di Catania sono stati tra i primi a fare autogestione. Oltre che “solidarizzare” con i colleghi dell’università, i ragazzi hanno lamentato mancanza di pulizia nelle classi e che è stato fatto poco per derattizzare e disinfestare le aule. «La causa – afferma Francesco Spampinato, rappresentante d’istituto del Cannizzaro – sta nel fatto che la riforma Gelmini ha portato alla riduzione del personale ATA (amministrativo, tecnico e ausiliario), da 36 a 22 elementi. Il nostro istituto è grande e quindi, considerato il numero attuale, diventa davvero impossibile pulire le aule». Arturo Rosignoli, altro rappresentante d’istituto del Cannizzaro, rincara la dose: «Mi accodo alle parole di Francesco. La nostra autogestione non è un modo per non fare lezioni, ma per gestire nel migliore dei modi le nostre ore a scuola durante le giornate di protesta. Per esempio, abbiamo pulito noi stessi le aule, dimostrando gran maturità. Non solo: abbiamo creato anche dei gruppi di studio, con dei programmi approvati dal corpo docente, per superare al meglio questa fase di transizione».
Il Preside dell’istituto, Salvatore Indelicato, ha instaurato con i ragazzi un rapporto d’estrema fiducia. Non sono tuttavia mancati i confronti, in particolare sul tema della riforma Gelmini e dello stato di salute del Cannizzaro: « Ricordo a tutti che la Riforma che sta per essere approvata riguarda quest’anno solamente l’Università, non gli istituti secondari superiori, i quali hanno già usufruito d’alcune modifiche entrate in vigore già da quest’anno. Inoltre, sottolineo che quello che sta facendo la Gelmini non è nient’altro che la continuazione del lavoro del precedente mandato del Ministro Fioroni: tra le note positive, voglio sottolineare il fatto che i docenti, soprattutto nelle università, avranno il dovere di sviluppare molte più ore di didattica, cosa che senz’altro farà piacere agli studenti». Indelicato sottolinea come una delle cause della protesta sia dovuta a delle false immagini create ad arte per danneggiare il regolare svolgimento dell’attività didattiche: «I ragazzi, e persino i docenti, hanno una scarsa conoscenza dell’argomento. In effetti, il testo della riforma è molto lungo, e quindi non si ha il tempo per leggerlo e di elaborare un proprio pensiero autonomo. Abbiamo messo a disposizione on-line tutto il testo completo». Sul tema della presunta sporcizia del Cannizzaro, il Preside è molto deciso: «Abbiamo mostrato ai rappresentanti d’istituto i verbali relativi agli interventi di derattizzazione e disinfestazione. Smentisco categoricamente chi ci ha accusato: secondo me, si è creato, un esagerato e soprattutto inutile clima di concitazione che ha rallentato le attività. Tuttavia, faremo nuovamente altri interventi nei prossimi giorni, dopo la fine dell’autogestione, anche se questi saranno a nostro carico. Inoltre, per ovviare alla carenza di personale (alcuni bidelli sono in malattia, ndr), provvederemo alla loro immediata sostituzione. Questo dimostra che la nostra scuola gode d’ottima salute e che cerchiamo d’inserire facilmente i nostri ragazzi nel modo del lavoro.
Salvo Smirni, altro rappresentante d’istituto del Cannizzaro, è entusiasta delle risposte che ha dato la presidenza: « Tengo a sottolineare l’ottimo lavoro del Preside Indelicato che è stato sempre dalla nostra parte. Noi vigileremo su questi prossimi interventi, e speriamo che le cose possano cambiare entro gennaio. Altrimenti, ricominceremo a fare autogestione ad oltranza. Il Preside è avvertito…». Insomma, pare che l’autogestione stia portando buoni risultati, ma per i liceali catanesi la battaglia non è ancora terminata. Infatti, c’è in agenda un importante avvenimento: il 14 dicembre, il Senato dovrà decidere sull’approvazione definitiva della riforma Gelmini. I ragazzi si stanno già mobilitando e promettono iniziative eclatanti, sulla falsariga dell’occupazione di monumenti e strade che tanto hanno fatto discutere.
Foto del redattore
Pasqualino D’Amico
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Gli studenti catanesi si ribellano alla Gelmini. Ma c’è dell’altro…













