Nel mondo, invece, si ritrovano diverse definizioni di essa che variano in base alle diverse culture, religioni, tradizioni e molto altro.
Nella cultura occidentale la morte rappresenta, soprattutto oggi, un argomento tabù, è una paura ancestrale, pare che proprio nelle parti del mondo più evolute, nei paesi più avanzati, dove c'è più benessere, dove la frenesia rende tutto più veloce, dove si vive rincorrendo l'effimero, l'idea della totale scomparsa, della cessazione dell'esistenza, per lo più in un momento indefinito, è fonte di paure profonde, inaccettate, a volte quasi paralizzanti.
Le diverse religioni offrono interpretazioni molto varie della morte.
L'Induismo, ad esempio, prevede la reincarnazione intesa come punizione per non essersi ricongiunti col Brahman e non aver raggiunto il Nirvana durante la vita.
Secondo il Buddismo, invece, la vita di ogni essere vivente è eterna in quanto fa parte dell' intero universo che esiste eternamente, nessuna cosa vivente può essere creata oppure distrutta. Secondo la Legge di Nam-myoho-renge-kyo, infatti, si percorre un ciclo ininterrotto di nascita, crescita, declino e morte.
Il Cattolicesimo prevede una nuova vita eterna dopo la morte che culminerà nella resurrezione del corpo esattamente come Cristo, e dà molta importanza alla preghiera dei viventi per l'ascesa dei defunti verso la beatitudine.
Anche dall'analisi antropologica del rituale del funerale, in relazione a luoghi lontani e culture diverse, emergono interpretazioni estremamente diverse della morte.
Ad esempio il funerale balinese è ritenuto uno dei più affascinanti del mondo. Secondo i balinesi esso è uno dei tre riti di passaggio caratterizzato da tre fasi: il seppellimento, la riesumazione, la pulizia delle ossa e la ricostruzione con esse del corpo, a fianco delle quali viene poggiata la bambola rappresentate l'anima, entrambe coperte con un panno sul quale è dipinto un intero corpo.
Ogni cultura attraverso le proprie credenze e tradizioni rende unico il rito di passaggio dei defunti dalla vita alla morte.
Viene da chiedersi " Come è stato rappresentato un tema tanto delicato nei vari anni?"
In riferimento ad esso, l'industria culturale, ha ovviamente prodotto una grossa quantità di materiale, a volte bizzaro a volte estremamente angosciante.
Nella letteratura classica ritroviamo poeti come Giuseppe Ungaretti con la sua "Agonia", Igino Ugo Tarchetti con "Memento", e ancora Leopardi con il suo "Pianto Antico", Pascoli con "La Tovaglia" e tantissimi altri, che in questa sede non è possibile citare, i quali hanno romanticamente espresso il loro personale e intimo pensiero sul tema della morte.
Per quanto riguarda la letteratura contemporanea merita di essere citata l'autrice giapponese, tanto amata in tutto il mondo, Banana Yoshimoto, alla quale il tema della morte è molto caro. In tutti i suoi romanzi è evidente che alla base della cultura del popolo giapponese c'è la libertà dal pensiero della morte. Anche testi di settore più specifici, come ad esempio "La camera verde. Il cinema e la morte" di Antonio Cavicchia Scalamonti, merita di essere mensionato, in esso si affronta il tema in questione, ovvero la morte, in modo originale, ovvero attraverso l'analisi di alcuni film rappresentativi sull'argomento.
La società moderna si serve dunque ancora dei media e soprattutto del cinema, per rappresentare anche tematiche difficili. Alcuni film d'autore affrontano la profonda angoscia e la non accettazione della morte. Ne sono uno splendido esempio "Il posto delle fragole" e "Sussurri e grida" dalla regia di Ingmar Bergman, come anche "La camera verde" di François Truffaut ed ovviamente molti altri. In contrapposizione ad una rappresentazione lugrube della morte, non mancano rappresentazioni cinematografiche profondamente ironiche di alcuni registi che hanno voluto sfatare l'idea della morte inquietante e triste, per renderla parte della vita, da vivere con accettazione, quiete e con un pizzico di follia. Non si può non citare l'originalissimo e fantasioso Tim Burton regista di film d'animazione come il famosissimo "Night Before Christmas" o "La sposa cadavere" o ancora il vecchio "Beatlejuice". Arte, fantasia e ironia si fondono in una rappresentazione magica della morte. Divertente ed esuberante è anche il film "La morte ti fa bella" di Robert Zemeckis, come anche le amatissime serie tv di Ghost Whisperer, Medium e molti altri.
E' estremamente poetico, dunque, dedicare un giorno intero ai nostri cari che non ci sono più, ma che durante tutto l'anno vivono nei nostri cuori, pensieri e ricordi. Per un giorno sarà come ritrovarli, vivendo con armonia una giornata speciale.
Riuscire ad accettare l'assenza di una persona cara vuol dire riuscire a comprendere la vera essenza della vita.
La festa novembrina che sta per arrivare ha anche un lato ludico e divertente. Si tratta della festa di Halloween. Da anni ormai questa ricorrenza dalle origini irlandesi è stata esportata anche in Italia. La leggenda narra che durante la notte del 31 ottobre gli spiriti erranti dei morti tornassero a cercare un corpo nel quale reincarnarsi per l'anno successivo, per evitare che ciò accadesse i contadini rendevano le loro case per nulla ospitali e i loro corpi orrendi indossando maschere mostruose. Al contrario di quanto narra la leggenda si pensa che oggi ci si maschera forse di più per immergersi nel mondo dei morti, non per allontanarlo, cosi facendo fantasia e realtà si mescolano e si vive una notte come se si facesse parte dell'altro mondo. Si tende ad immaginare una realtà parallela dove i morti vivono, per cosi dire,...divertendosi!
Alla profondità della ricorrenza di Ognissanti e della Commemorazione dei defunti, l'accostamento di una festa come quella di Halloween, serve dunque a stemperare gli animi e a dare sfogo alla creatività, rimedio naturale alla tristezza e alla nostalgia.
A voi la scelta ... dolcetto o scherzetto?
Carmelangela Settanta
Fonte foto:lapoesiaestinta.blogspot.com
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La Morte: Nostalgia o Ironia? Tradizioni e Rappresentazioni.













