Nelle contrade intorno al paese, la battaglia tra anglo-canadesi e tedeschi per la conquista del territorio era nel vivo. Alcuni fedeli, raccoltisi con il parroco della Chiesa madre, pregavano per far cessare i bombardamenti. Il carro armato tedesco, pronto a sferrare i suoi colpi micidiali per stanare il nemico, si inceppò. Da allora i belpassesi ringraziano Santa Lucia per il miracolo. I Carri allegorici dei fedeli in omaggio alla Patrona di Belpassole "vicende miracolose" occorse il 6 agosto del 1943. La sera della prima domenica di agosto di ogni anno i fedeli belpassesi attribuiscono un triduo di preghiera dedicata a Santa Lucia, Patrona della cittadina feniciota. Per questa occasione, novità assoluta del 2010, i famosi "Carri allegorici", finora messi in scena esclusivamente alla vigilia della festa patronale del 13 dicembre, sono stati riaperti per un tributo speciale che la comunità religiosa del paese rende in onore di S.Lucia per
A quel tempo i tedeschi occupavano Belpasso; Mussolini aveva richiesto ad Hitler di rinforzare le difese siciliane, contro quello che si paventava come l'imminente sbarco alleato. La notte tra il 9 e il 10 luglio i mezzi anfibi anglo-americani diedero vita all'operazione husky. In poche settimane i due tronconi dell'esercito liberatore invasero la Sicilia: gli yankee lungo la via Agrigento-Caltanissetta-Palermo-Messina e i soldati di Churchill nella direttrice Ragusa-Siracusa-Catania-Messina. Attoniti per i clamori delle battaglie sanguinose verificatesi nella Piana di Catania, i belpassesi intorno al 14 luglio si dispersero tra le varie contrade attorno a Belpasso, alcuni trovando rifugio nelle grotte numerose tra le sciare del paese. In pochi rimasero a presidiare il territorio contro il nemico tedesco, nella speranza che la probabile battaglia tra i due eserciti sul suolo cittadino non producesse altri gravi danni al paese. In testa a tutti rimase don Santi Roccella, il Parroco della Chiesa Madre. Con slancio raccolse i fedeli rimasti, invitandoli a pregare la Santa Patrona affinché fermasse i combattimenti, e in particolare il Carro armato tedesco "Panzer Tigre" che imperversava nelle vie cittadine e che si preparava a rispondere agli attacchi inglesi. Quando le speranze di evitare uno scontro tra le strade cittadine sembravano essere ormai esigue, accadde che il blindato tedesco si inceppò. Smise di sparare, senza neppure riuscire a manovrare in alcuna direzione. Spogliati da questa arma potentissima, i camerati tedeschi decisero di prendere armi e bagagli e ritirarsi per approntare una difesa in una zona più a nord, tra Belpasso e Nicolosi. A testimonianza stanno anche le numerose casematte di difesa appositamente edificate nella zona del Santuario della Madonna di Mompilieri, una è visibile di fronte all'entrata occidentale dello stesso.
Sono questi i fatti che, da allora, hanno spinto i cittadini ed i fedeli belpassesi a dedicare la prima domenica d'agosto di ogni anno alla loro Santa Patrona, per averli salvati dai bombardamenti e dalle incursioni del carro armato tedesco Tigre. Anche quest'anno, infatti, è stata festa per i fenicioti. A differenza degli anni passati, tra i momenti di maggior coinvolgimento in un misto tra fede, folklore e sentimento di appartenenza ad una comunità civile, i giovani del quartiere matrice hanno ripresentato il Carro allegorico aperto la sera dello scorso 12 dicembre. Un messaggio a tutta la comunità belpassese, quello lanciato dai matricioti che rivendicano una storia belpassese densa di passione civile e religiosa che, secondo la loro visione, è assai lontana dalla realtà attuale in cui vivono i cittadini belpassesi, forse distanti da qualsiasi tensione "verso i valori sociali e culturali di un tempo (...) sostituiti dall'egoismo più sfrenato, da un'indifferenza quasi cinica, da una vanagloria esasperata, da una complice tolleranza con ciò che opprime le nostre coscienze". "Un paese ormai deserto, ricorda la voce narrante, dove la comunità (...) vive solo un cristianesimo di facciata, vive una profonda crisi spirituale.
A parte la dura presa di posizione appena riportata, sia la processione con le sante reliquie di Santa Lucia e il fercolo della Santa Patrona sia la rappresentazione scenica del Carro allegorico hanno destato l'attenzione di migliaia di fedeli belpassesi accorsi anche dalle numerose frazioni di cui è composto Belpasso, e persino di una moltitudine di forestieri devoti alla santa siracusana, nota per essere la protettrice della vista.
Antonino Recupero
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Belpasso, è festa: nel’43 S.Lucia fermò il tank nazista













