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Gli studenti italiani non sanno scrivere

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Ė quanto si evince dall’indagine condotta dall’Invalsi sugli allievi degli istituti superiori

Concluse le prove scritte, mentre gli studenti italiani in questi giorni affrontano i colloqui orali, arriva il rapporto pubblicato dall’ Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione), che ha condotto una ricerca insieme con l’Accademia della Crusca su un campione di 545  elaborati, relativi alla prova di italiano dello scorso esame di Stato. Dai risultati della ricerca è emersa la «scarsa padronanza nell’uso scritto della lingua italiana dei ragazzi in tutte le quattro competenze fondamentali: testuale, grammaticale, lessicale-semantica e ideativa». Per quanto riguarda, infatti, la competenza testuale, cioè la capacità di organizzare un testo, il rispetto delle consegne, coerenza e coesione nello svolgimento, nel 58% dei casi non si raggiunge la sufficienza, per la competenza grammaticale (compreso l’uso del sistema interpuntivo), la percentuale di insufficienza è del 54% ma sale per quanto riguarda la competenza ideativa con un bel 59%, arrivando a toccare il 63% per la disponibilità di risorse lessicali.

Il presidente dell’Invalsi, Piero Cipollone, ha dichiarato al Corriere della sera: «I ragazzi fanno fatica a scrivere. Non si può gettare la croce sui professori che fanno il loro lavoro o sui commissari d’esame. Evidentemente c’è un problema che riguarda il sistema scuola».

L’indagine Invalsi si avvale di contributi specialistici importanti, come quello del linguista, nonché socio dell’Accademia della Crusca, Luca Serianni che, alla luce dei risultati, propone di rivalutare il riassunto. «Occorre moltiplicare, a partire dalle medie, le occasioni di esercizio non limitandosi al tema - consiglia Serianni - ma rivalutando il riassunto: un riassunto ben fatto non è affatto ovvio. Basta scegliere dei testi adeguati. E i giornali offrono vari strumenti didattici utili».

Non basta inoltre attribuire la colpa all’uso indiscriminato di abbreviazioni, che abbondano nell’ambito sms e chat,  strumenti che quantomeno invogliano alla comunicazione scritta, in qualsiasi forma essa venga praticata. Manca ancora una impostazione efficace del sistema della scuola, con particolare riguardo ai primi anni della formazione di ciascun individuo, sono essi, infatti, che determineranno la struttura generale del nostro sapere.

Venera Tripoli