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“Note per Ekta”: uniti per l’India

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La musica è stata protagonista indiscussa della manifestazione di solidarietà pro India.

All'interno dell'immenso e modernissimo anfiteatro del Centro Fieristico "Le Ciminiere" di Catania, il 17 giugno scorso ha avuto luogo il concerto a scopo benefico "Note per Ekta", organizzato dal prof. Mauro Guarino, docente di Estetica presso la facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell'Ateneo Catanese e dalla moglie dott.ssa Maria Novara, coordinatrice del Dipartimento di Neuroscienze presso il Policlinico di Catania, con l'ausilio della Provincia Regionale di Catania e del club Kiwanis International. A coordinare l'evento, la "Sinuhe Third Communications" del dott. Vincenzo Stroscio, mentre la conduzione dello spettacolo è stata affidata al dott. Suriano. L'iniziativa si propone di aiutare i meno fortunati fratelli indiani con la costruzione di un dispensario; un ospedale che verrà edificato nel paese di Simdega - Jharkhand. Un gemellaggio, questo, tra Italia e India, che nasce attraverso la realizzazione di questo progetto per poi dare vita, in seguito, ad altre importanti collaborazioni. Presente, durante la serata, S.E. Rev.ma il Vescovo Vincent Barwa venuto appositamente dall'India per testimoniare con la sua presenza le reali necessità relative alle cure mediche e all'istruzione dei bambini della sua diocesi, accompagnato da Padre George Valentine Kerketta.

Attento il pubblico in sala nell'ammirare l'esibizione dei tanti giovani artisti che si sono succeduti durante la serata, diretti dal Maestro Pietro Cavalieri, grande nome della musica lirica catanese che ha accompagnato al pianoforte tenori del calibro di Carreras e Pavarotti. Arie liriche e sinfoniche si sono alternate alle suggestive note classiche della tradizione partenopea e dell'operetta, nonché alle melodie ritmiche del tango argentino. Un viaggio attraverso la musica, partendo da Donizetti, Puccini, Mascagni, passando per Mozart e Lehar, fino alle dolci note de "La Norma" del "cigno" catanese Bellini. Cantanti e musicisti hanno dato vita, così, ad una miscela armonica che tra passato e presente, ha permesso di apprezzare i toni della "Madama Butterfly" e al tempo stesso quelli del più recente "Libertango" di Piazzolla.

In esclusiva per "Oggimedia", nel corso della serata, sono state registrate delle interviste, di seguito riportate, per chiarire meglio lo scopo benefico della manifestazione.

- Professore Guarino, innanzitutto ci congratuliamo per il successo dell'iniziativa. Cosa ha spinto Lei e sua moglie a dare vita a questa manifestazione di solidarietà?
«Siamo partiti da un fatto turistico però abbiamo riscoperto delle condizioni di carattere etnico - antropologico che hanno stravolto la nostra esistenza, in altre parole, siamo andati in India e abbiamo visitato non solo i monumenti ma soprattutto la realtà in cui versa il paese e pur avendo girato per diverse parti del mondo, lì, abbiamo trovato una situazione che non può essere né commensurata, né distinta dagli altri, è una situazione tutta particolare, principalmente per il mondo dei bambini. In India le malattie sono presenti in quantità enorme, i bambini sono completamente abbandonati a sé stessi. Dopo aver visitato anche i luoghi in cui operava Madre Teresa Di Calcutta, ci siamo riproposti di riprendere un discorso che potesse aiutare questi bambini affiancando l'iniziativa del Vescovo che sta realizzando sul suo terreno un progetto di aiuto all'infanzia, sia per l'istruzione attraverso la costruzione di collegi, che per la cooperazione sanitaria, edificando questo dispensario che è un punto di partenza soprattutto per la salute dei bambini e di conseguenza anche per l'educazione non solo sanitaria, ma anche civile perché l'ospedale in India non distribuisce solo cure mediche e farmaci, ma tante cose di cui i bambini sono radicalmente privi».
- Quando pensa sia previsto l'inizio dei lavori per la costruzione del dispensario in India? 
«Attraverso questo concerto abbiamo raccolto una buona somma e quindi speriamo che non appena il Vescovo rientrerà in India, non prima di settembre od ottobre possano iniziare i lavori perché per adesso, non è possibile, in quanto, lì, vi è la stagione dei monsoni».
 
- Dottoressa Novara, Vi aspettavate un così folto numero di presenze in sala, stasera, pronte a contribuire in favore del progetto?
«Innanzitutto ci speravo perché mi sono resa conto che la sensibilità delle persone, in effetti è molto elevata, quindi, si, ci speravo».
- Il personale medico e paramedico specializzato, che presterà servizio all'interno del dispensario, sarà formato da missionari italiani o da elementi del luogo?
«L'equipe medica ed infermieristica sarà costituita da personale formato in India, perché in loco vi è una buona scuola di formazione».
- Il dispensario sarà fruibile soltanto dai bambini o anche dagli adulti?
«L'idea nasce soprattutto per la cura dei bambini, ma qualora ci fosse la necessità di ricoverare l'adulto, gli sarebbero prestate le relative cure. Quindi l'edificio accoglierà gli uni e gli altri».
 
- Sua Eccellenza Mons. Barwa, Lei che conosce la realtà del suo paese, pensa che la costruzione del dispensario sia il punto di partenza per altre iniziative simili volte a migliorare le condizioni economiche e sociali in India?
«Si, perché la realizzazione di questo dispensario è molto urgente per noi, dato che in India non è facile reperire le medicine necessarie, soprattutto per i bambini che frequentano la scuola, per cui diventa difficile poter aiutare loro e le loro famiglie. In special modo vogliamo occuparci dei più piccoli e della loro educazione, ma come i bambini dobbiamo educare anche i genitori; allora, per questo è importante ed è più facile cominciare con questa iniziativa sanitaria per poi passare alle altre che avranno come scopo principale l'istruzione».
- Il prof. Guarino e la dott.ssa Novara hanno fatto del loro meglio per la realizzazione del progetto. Si aspettava questa accoglienza così calorosa da parte dei catanesi? E questa partecipazione così attiva?
«Si, mi è piaciuto molto il concerto e soprattutto apprezzo il fatto che mi diano una mano ad aiutare gli altri. Questa è la prima attività che il prof. Guarino e la dott.ssa Novara hanno organizzato in favore del progetto e mi è piaciuta molto. Io sono venuto qui, a Catania, per la prima volta per assistere a questa iniziativa e la gente mi ha accolto molto bene».
Ed infine, anche il Luogotenente Governatore della Divisione Sicilia 2 del Kiwanis Distretto Italia - San Marino, dott. Giuseppe Geremia, si è espresso in rappresentanza del club service che ha aderito alla manifestazione.
 
- Dottore Geremia, al giorno d'oggi, cosa significa appartenere ad un club service come il Kiwanis?
«Appartenere ad un club service significa dare agli altri. I clubs services nascono per dare un servizio; un servizio si dà se le persone sono capaci di darlo, quindi tutti i soci devono avere tante capacità e caratteristiche, ma soprattutto la volontà di dare al prossimo».
- Quali sono le motivazioni che hanno spinto il club ad impegnarsi nella realizzazione di questo progetto umanitario?
«Questo progetto è stato una sorpresa per il Kiwanis, perché durante quest'anno erano già stati programmati altri services divisionali soprattutto in aiuto ai terremotati dell'Abruzzo e agli alluvionati della provincia di Messina, ma dopo aver visto un video propostomi dal socio Mauro Guarino, fortemente deciso nell'aiutare i fratelli indiani, mi sono reso conto della situazione in India e mi sono attivato perché il club potesse dare il suo apporto nel coadiuvare questa interessante iniziativa umanitaria».
Annelise Cutrona
     
 
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