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Commercio Equo e Solidale: l’alternativa

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Il Commercio che garantisce, ai paesi in via di sviluppo, un trattamento economico, sociale, equo e rispettoso dei diritti umani

Cresce sempre di più nella società contemporanea l’interesse verso tematiche quali il rispetto per l’ambiente, lo sviluppo sostenibile, l’agricoltura biologica e nello stesso tempo verso i diritti umani, la povertà nel mondo, lo sfruttamento minorile… L’economia tradizionale, con le sue ferree leggi di mercato, colpisce molto duramente il Sud del mondo, poichè i paesi industrializzati  non riconoscono il giusto valore alla mano d’opera dei piccoli produttori locali dei paesi in via di sviluppo, che ricevono per il loro lavoro un compenso irrisorio, con la conseguenza di veder peggiorare drasticamente le proprie condizioni di vita. In sostanza si tratta di un sistema che sfrutta i “molti” per arricchire i “pochi”. Il Commercio Equo e Solidale (FAIR TRADE) nasce proprio dall’esigenza di instaurare relazioni fra il Nord ed il Sud del Mondo più eque e giuste
  attraverso la collaborazione paritaria di tutti i soggetti coinvolti nella catena di commercializzazione: produttori, lavoratori, importatori e consumatori. Non si segue la logica caritativa ed assistenzialistica ma si opera secondo lo slogan del  “trade, not aid”, commercio non aiuto. Il punto chiave di questo tipo di commercio consiste nell’eliminare gli intermediari commerciali acquistando direttamente dal produttore, che viene in tal modo svincolato dallo sfruttamento finanziario degli intermediari e speculatori locali. Un’alternativa concreta, dunque, al meccanismo imposto dalle multinazionali.

Nato in Olanda circa trent’anni fa, questo tipo di commercio si presenta come un' alternativa concreta e sostenibile alle iniquità del commercio internazionale e promuove inoltre giustizia sociale ed economica, sviluppo sostenibile, rispetto per le persone e per l’ambiente. Gli obiettivi fondamentali del Commercio Equo e Solidale sono: favorire opportunità di sviluppo concrete per produttori svantaggiati, specialmente gruppi di donne e popolazioni indigene e proteggere i bambini dallo sfruttamento; sensibilizzare i consumatori sulla necessità di un consumo critico delle risorse, rendendoli più consapevoli dell’impatto sull’ambiente implicato da ogni azione quotidiana; diffondere la vendita di prodotti che rispettano l’ambiente e le tecniche di lavorazione tradizionali. Un criterio fondamentale nel "FAIR TRADE" è il prefinanziamento a favore dei produttori:  a quanti ne fanno richiesta, infatti, viene anticipato circa metà del valore complessivo della merce.

I prodotti di FAIR TRADE che raggiungono le “Botteghe del mondo” sono importati attraverso Centrali di Importazione, quali CTM Altromercato, Commercio Alternativo. Equomercato, ecc. Si tratta di prodotti sia alimentari (come il caffè, il tè, il miele, lo zucchero integrale di canna, il cioccolato, le banane, le spezie…) sia di artigianato (in legno, vetro riciclato, ceramica, terracotta dipinta a mano, juta, alpaca…), tutti provenienti da agricoltura biologica, frutto della manualità di artigiani, con un valore artistico e culturale, profondamente legati alle tradizioni locali,  tutti con una storia da raccontare. Sostenere il Commercio Equo e Solidale, significa accettare le piccole responsabilità quotidiane di consumatori inevitabilmente inseriti nei meccanismi economici della società globale, impegnarsi in un cambiamento dello stile di vita attraverso un uso parsimonioso e sostenibile delle risorse naturali e mirare ad un mondo più giusto e più rispettoso dei diritti umani.

Consuelo Venera Tripoli
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