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Villa Bellini di Catania: il degrado continua

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C’era una volta la “Villa Bellini”, polmone verde della città di Catania e meta dei genitori che accompagnavano i loro bambini travestiti da “Zorro” o da “Fatina delle nevi” a lanciarsi coriandoli nei periodi di carnevale. C’era la “vecchietta” del trenino, col fazzoletto in testa, che ospitava i bambini nei suoi vagoni, facendogli fare un bel giro in tondo. C’erano le anatre, le oche ed i cigni nel laghetto, la scimmia nella gabbia, l’elefante indiano donato dal circo, e  il calendario con la data scritta su di un enorme prato verde, che cambiava giornalmente grazie a dei pronti giardinieri, che lo facevano sembrare dotato di poteri magici agli occhi dei più piccini. C’era la  via degli “uomini illustri” che ospitava le statue di Mazzini, Bellini o Verdi (tanto per citarne qualcuno).

 C’è oggi, quel che resta della “Villa bellini”. Un ammasso di cantieri, giacenti lì da anni, che sembrano reclamare essi stessi la voglia di una fine che, sempre più, tarda ad arrivare.  E così, di proroga in proroga, ecco che uno tra i giardini più belli d’Europa, ce lo ritroviamo incompiuto, abbandonato al degrado e diseredato dalle sua statue illustri. Dodici i milioni della comunità europea, spesi nel vano tentativo di restituirla ai catanesi nella sua integrità. Tre, i milioni che ancora servirebbero per porre rimedio all’infinita odissea di cantieri e recinzioni. Undici, le domande avanzate al sindaco Stancanelli dal “Comitato SOS Villa Bellini” e depositate al Parlamento Europeo, nell’attesa dell’istituzione di una commissione d’inchiesta per far luce sulla riqualificazione degli appalti della villa, ma fino ad ora, è calma piatta. Nessuna risposta.

Come mai dodici milioni di euro non sono stati sufficienti al completamento dei lavori, quando in un primo momento, un’altra azienda che si era qualificata l’appalto - poi esclusa per eccesso di ribasso - sosteneva ne sarebbero bastati solamente otto ? Se l’intera somma dei dodici milioni di euro dovranno essere restituiti al mittente, ovvero la Comunità Europea, con interessi annessi ovviamente, da quali casse verranno prelevati tali fondi ? Dalle tasche dei cittadini?

Queste, solo alcune delle domande poste dal comitato, ma anche dai catanesi, per dare un senso all'imbarazzante vicenda. Ma soprattutto per smuovere le acque dei responsabili. Che facciano qualcosa al più presto. I catanesi, hanno il diritto di “riabbracciare” la loro amata villa. Nell’attesa di tempi migliori, ci resta solo di dar spazio ai ricordi, ai tempi in cui la “Villa” era solo  luogo d’orgoglio e spensieratezza, e non argomento di discussione ed omertà.

Roberta Tomaselli
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