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Rifiuti: stop alle cicche in spiaggia, promuovi anche tu la campagna "Ma il mare non vale una cicca?"

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Riparte la campagna di Marevivo per liberare le spiagge italiane da rifiuti e mozziconi di sigarette.

Immaginate quanto sarebbero incantevoli  e godibili le nostre spiagge, che già per loro natura sono deliziose, se fossero totalmente libere da quegli odiosissimi mozziconi, abbandonati con noncuranza e strafottenza dai fumatori…

E immaginate anche la sensazione di poter passeggiare a piedi nudi senza il timore e il disgusto di venire a contatto con cicche sporche di rossetto, saliva e batteri… Sembra quasi un’utopia ma se ci pensate bene basterebbe invece veramente poco.

Numerose associazioni ambientaliste si impegnano, stagione dopo stagione, ad offrire il loro contributo alla salvaguardia delle coste italiane. Anche quest’anno (e siamo giunti già alla terza edizione) l’associazione ambientalista Marevivo, in collaborazione con Jti (Japan tobacco international), con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e del Corpo della capitaneria di porto e il sostegno del Sib (Sindacato italiano balneari), si è fatta promotrice della campagna di tutela delle spiagge dal titolo "Ma il mare non vale una cicca?".

Il 6 e 7 agosto dunque circa 1000 volontari, in 330 spiagge, saranno impegnati a distribuire ai bagnanti 100.000 posacenere tascabili, lavabili e riutilizzabili e anche un vademecum che fornisce informazioni sui tempi di degrado in mare di rifiuti come plastica, bottiglie di vetro e lattine, per sensibilizzare i cittadini e invitarli ad un comportamento eco-responsabile.

L’appello dei promotori è: "Quest'estate non usate la spiaggia come posacenere". Secondo una recente ricerca delle Nazioni Unite, infatti, i mozziconi di sigarette costituiscono il 40% dei rifiuti del Mediterraneo, contro il 9,5% delle bottiglie di plastica.

L’iniziativa, che ha come testimonial Margherita Buy, “eviterà che sulla battigia o in acqua finiscano – stimandone circa 6 per ogni posacenere - 600.000 filtri al giorno, pari a 18 km di costa ininterrotta” e, considerando che un filtro impiega da uno a cinque anni per la totale biodegradazione, si tratta di un intervento certamente incisivo e apprezzabile.

Fonte foto: www.marevivo.it

http://www.marevivo.it/mare_cicca2011.php

Venera Tripoli
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