È incredibile l’attualità e la realtà del geniale film di Akira Kurosawa “Sogni” in particolare il capitolo Monte Fuji in rosso che sembra rivelare una catastrofe nucleare annunciata. Malgrado il regista non sia più sulla terra (morto nel 1998), la sua premonizione, rappresentata nel film uscito nel 1990, si è avverata.
Benché il film appartenga al genere grottesco e surreale, ha in sé una realizzazione concreta che è stata vissuta dal popolo nipponico in questi ultimi giorni. Guardare Sogni è attualità, verità e ci permette di rivivere la drammatica esperienza di uomini, donne e bambini giapponesi. “Dream” è un film dal “realismo magico” basato su 8 sogni del regista in diversi stadi della sua vita.La scena del capitolo “Mountain Fuji in red” si apre con l’alter-ego di Akira ai piedi del Monte Fuji che, risvegliatosi, ha cominciato ad eruttare lava e ceneri dall’aspetto rosso. Un fiume di persone disperate e spaventare cerca scampo, invano, lungo una scogliera a picco sul mare: tra questi ci sono una madre con due bambini ed un ingegnere nucleare, responsabile di aver costruito una centrale nucleare proprio ai piedi del vulcano e che la lava ha appena distrutto. La centrale, più grande, ha sei reattori atomici, l’ingegnere fa notare che esploderanno tutti. «Il Giappone è piccolo e fuggire è inutile» ribadisce l’ingegnere, «tutti lo sanno - dice la donna - fuggire non serve, ma se non fuggi cosa ti resta da fare?». Non c’è alternativa dunque.
Ad un tratto, sulla scena, restano la madre con i suoi figli, il protagonista e l’ingegnere in un campo desolato pieno di valigie, passeggini, insomma, tutti gli averi che la gente, scappando portava con se. Dove sono finiti tutti? «Sono tutti nel fondo dell’oceano» e neanche i delfini si potranno salvare, poiché la radioattività raggiungerà presto anche loro.
Mentre i vapori radioattivi assassini si sprigionano nell’aria e si abbattono su di loro l’ingegnere spiega: «la parte rossa è il plutonio 239 di quello basta pochissimo, un decimo milionesimo di grammo, ed è cancro; quella gialla è stronzio 90 quando arriva addosso entra dentro le ossa ed è leucemia, la parte viola è cesio 137, si accumula nelle gonadi e muta i geni allelomorfici e in breve le creature che nasceranno saranno tutte mostruose» si tratta di mutazioni genetiche ed è quanto abbiamo visto tutti con Cernobyl.
L’ingegnere continua «è incredibile l’imbecillità umana, fra i rischi della radioattività c’è anche l’invisibile, così abbiamo sviluppato la tecnologia per rendere visibile il rischio e ora avremo il vantaggio di sapere che cosa ci uccide».
«Avevano detto che le centrali erano sicure che il rischio era solo nell’errore umano, che non ci sono pericoli nella centrale in sé» grida la donna disperata che vorrebbe salvare i suoi figli.
Mentre l’ingegnere sparisce in mare, il protagonista cerca di allontanare, invano, le esalazioni dalla madre e dai bambini sventolando il giubbotto, mentre la scena si dissolve in nero.
Quanto realismo c’è in queste parole e immagini? Probabilmente tutto è realistico niente è immaginario, è dunque giusto che l’interesse economico di pochi possa prevalere sulla sorte di milioni di persone?
Intanto sul sito di Meteo France, che ha ricostruito il percorso della nube radioattiva di Fukushima, è previsto che la nube raggiunga l’Italia giovedì 25.
Fonte: http://www.irsn.fr
Fonte foto: chibilicius.com fotogrammi tratti dal film “Dream” di Akira Kurosawa
Federica Li Vigni
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