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OGM: BUONI O CATTIVI?

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Da diversi anni se ne parla, ma senza mai affrontare realmente il problema. Cosa sono questi tanto discussi OGM, acronimo di "Organismi Geneticamente Modificati"? Per scoprirlo, Oggimedia si è rivolta a due esperti: Silvano Dalla Libera (D), vicepresidente di “Futuragra”, un’associazione di agricoltori, imprenditori e consulenti scientifici operanti nel campo dell’agricoltura d’avanguardia; e Marina Mariani (M), agronoma, docente di lungo corso di Legislazione Sanitaria al “Politecnico” di Milano, consulente ed esperta di agronomia da ventisei anni.

Ad entrambi abbiamo rivolto le stesse domande. Ecco i loro diversi punti di vista. Cosa sono gli OGM?

(D)Sono delle piante migliorate, in quanto viene loro modificato il dna inserendo un gene che difende la pianta da insetti nocivi, come la piralide ad esempio.

(M)Gli OGM sono esseri viventi che hanno subìto una modifica nel loro patrimonio genetico da parte dell’uomo.

 In quali settori e in quali paesi vengono principalmente usati?

(D)Oltre all’America, che è la patria degli OGM, anche altri paesi come Brasile e Argentina che, infatti, oggi sono grossi esportatori di soia e di mais proprio grazie agli OGM. Ma anche la Cina o lo stesso Israele che, grazie al grano duro molto produttivo, si difende dagli attacchi di insetti e parassiti.

(M)Vengono usati negli Usa principalmente. Ma comunque ci sono degli stati favorevoli e altri che hanno posto la moratoria. Oltre gli Usa, tra i favorevoli abbiamo anche l’Olanda, la Spagna, il Portogallo e altri paesi ancora.

Che effetti possono avere sulla salute umana e sull’ambiente?

(D)La scienza cerca sempre di migliorare le cose. Noi abbiamo due consensi firmati da diecimila scienziati italiani che ci danno ampia garanzia del rispetto dell’ambiente e della sanità del prodotto. Inoltre c’è un ente preposto per il controllo della sanità di questo genere di cose, che è l’ EPSAT, a Parma. Questo controlla che tali prodotti siano effettivamente sicuri. Per di più, le leggi europee dicono che gli OGM non possono essere messi in discussione né dal punto di vista sanitario né ambientale né economico. Quando l’Europa ha dato l’ ”ok” a questi prodotti ha fatto tutti i controlli possibili spendendo anche diversi milioni di euro, quindi ha dato ampia garanzia. Non si capisce, però, perché possiamo importarli ma non coltivarli.

(M)Effetti notevoli. Io mi stupisco molto che non venga presa in considerazione la loro effettiva gravità. Non facendo riferimento agli studi scientifici che hanno dimostrato che la nutrizione con alcuni vegetali GM comporta dei danni fisici, ma prendendo in esame proprio gli studi di sicurezza presentati dalle stesse aziende che li producono e li commercializzano, ci sono le prove evidenti che questi prodotti fanno male. Io ritengo che con la salute non si debba scherzare e quando si dice che fanno bene non deve essere un’opinione personale, ma deve essere supportata da dati scientifici. Un rapporto ha riportato che un tipo di mais geneticamente modificato ha comportato nei topi usati per l’esperimento alcuni gravi problemi, tra cui una diminuzione del 52% dei reticolociti, che sono le cellule destinate a diventare globuli rossi, oppure un aumento della glicemia del 10%, quello è diabete!

 Chi produce e chi vende OGM nel mondo?

(D)Tutte le ditte che fanno ricerca bio-tech. Anche le nostre università italiane hanno la loro voce in capitolo per scoprire attraverso la ricerca delle possibili soluzioni. Ma si deve dar più spazio alle università e ai centri di ricerca per favorire la sperimentazione sugli OGM e anche per non lasciare il monopolio alle grosse multinazionali.

(M)Multinazionali sementiere. Attualmente ce ne sono sei e hanno in mano la produzione di queste sementi. Queste riescono a produrre sementi resistenti ad alcuni pesticidi.

Quali conseguenze ha e avrebbe la coltivazione degli OGM sull’agricoltura tradizionale e sulle colture biologiche?

(D)Si avrebbe innanzitutto un maggior rispetto per l’ambiente, perché si utilizzerebbero meno i prodotti chimici, senza tutti i vari trattamenti anti-insetticida, che ammazzano tutto e creano un enorme squilibrio in natura, e questo disastro ambientale si può evitare solo con gli OGM. Inoltre abbiamo il problema che produciamo un mais non sano, pieno di tossine, ma per eliminarle non possiamo alzare il limite massimo come si sta facendo in Italia, dobbiamo eliminarle sul serio, con gli OGM. Per avere un prodotto abbastanza sano dobbiamo fare due trattamenti chimici, invece, con gli OGM non ce ne sarebbe alcun bisogno.

(M)Ritengo che sull’agricoltura tradizionale sia il colpo di grazia, lo dico da agronoma. Per quanto riguarda le colture biologiche, sarebbe un disastro. Queste sono esenti da OGM ma il polline viaggia e quindi ci sarebbero dei gravi danni, soprattutto in Italia, dove gli appezzamenti per le coltivazioni sono piccoli e, di conseguenza, non è possibile realizzare delle zone di sicurezza con distanze sufficienti tra coltivazioni GM e altre. Quindi, almeno in Italia, si dovrebbero eliminare tutte le altre coltivazioni per dar spazio agli OGM, impedendo al consumatore di scegliere cosa mangiare. E questo non è giusto.

Possono rappresentare una risorsa per combattere efficacemente la fame nel mondo?

(D)Io credo proprio di si, in quanto la superficie lavorabile viene sempre meno, la gente aumenta sempre di più e c’è quindi più necessità di dar da mangiare. Argentina e Brasile, grazie agli OGM, sono diventati dei grandi esportatori. Inoltre, adesso che anche Cina e India stanno diventando sempre più esigenti in termini di fabbisogno, creano la necessità di aumentare la produzione e di produrre prodotti sani.

(M)Le risorse per combattere efficacemente la fame ci sono già e non sono gli OGM. Ci sono stati tanti flop rappresentati da questi nuovi alimenti e questo non lo penso io ma riporto i documenti di organizzazioni mondiali. Per risolvere la fame nel mondo basterebbero dodici ore, riducendo del 5% gli investimenti in armamenti e basterebbe ricorrere ad alcuni alimenti come il riso “Nerica”, che sta già sfamando il terzo mondo ma non fa comodo dirlo. Gli OGM sono solo costosi e inutili.

Quali sementi GM possono essere commercializzate secondo le normative europee? E per quanto riguarda i mangimi degli animali da allevamento?

(D)Solo il mais e la patata “Amflora”, che non è per uso alimentare umano. Ma tutti i nostri prodotti derivati da animali, come il parmigiano, provengono da animali che hanno mangiato soia GM, perché noi importiamo il 90% della soia, che è tutta OGM.

(M)Principalmente sono il mais, la soia e il cotone, quest’ultimo non a scopo alimentare. Per quanto riguardo i mangimi, è doveroso sottolineare che per molti anni non è stato obbligatorio per i produttori riportare adeguate informazioni in etichetta. Dire però che i mangimi di animali sono tutti GM è un falso clamoroso, perché in Italia si coltiva un sacco d mais per mangimi e in Italia la coltivazione OGM al momento è vietata. Secondariamente, ci sono alcuni consorzi di produzione di formaggi doc, come il parmigiano reggiano o la fontina valdostana, che hanno escluso dal disciplinare di produzione la possibilità dell’uso di mais GM.

In che misura incidono gli interessi dei produttori di OGM sulla legislazione in materia alimentare?

(D)È difficile dirlo. È chiaro che per l’Europa comunque non cambia niente tra un prodotto modificato e uno tradizionale.

(M)Al 100%. Basti sapere che la Commissione europea, che si occupa di dare l’approvazione di queste sementi modificate, è composta anche da molte persone che hanno interessi nell’ambito delle multinazionali.

E’ possibile per il consumatore riconoscere un prodotto GM da un altro non GM? Sarà possibile anche in futuro?

(D)Non credo. Solo il mais è riconoscibile perché si capisce subito quando è tradizionale o GM. Ma il prodotto modificato è uguale all’altro, solo più sano. Personalmente, ai miei nipoti non darò da mangiare prodotti biologici perché non mi danno la garanzia di sanità, a differenza dei prodotti GM, che sono quelli più controllati.

 (M)Se in un alimento la presenza di ingredienti GM supera lo 0,9% la normativa prevede la scritta in etichetta. Questo perché, ufficialmente, la presenza di OGM al di sotto dello 0,9% è da considerarsi accidentale, quindi fuori controllo. Ma è quasi l’1%, che non è poco. Io mi stupisco davvero che ci sia ancora gente in grado di affermare che sia una scoperta vantaggiosa. Io di vantaggi al momento non ne vedo e non avrei nessun pregiudizio a individuarli. Però, per adesso le prove a disposizione fanno acqua da tutte le parti. Ripeto, si tratta delle prove ufficiali fornite dalle stesse multinazionali. Non è così che si tutela la salute della gente. Si fanno solo gli interessi dei pochi.

 Giovanni Saitta

 

Fonte foto: agronotizie

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