Palermo, 27-12-2010. Lo smaltimento dell'amianto rappresenta oggi un problema da non sottovalutare e che sta prendendo sempre più piede nella città di Palermo.
Secondo i dati forniti dai tecnici dell'Assessorato comunale all'Ambiente, aggiornati alla vigilia di Natale, il numero degli abbandoni di cemento amianto sul suolo pubblico hanno sfiorato cifre esorbitanti. Si tratta, infatti, di 233 denunce, di cui 133 indicano la presenza di amianto riscontrata a seguito del sopralluogo, 62 sono gli abbandoni segnalati e non riscontrati dopo la verifica e, infine, 38 sono ancora segnalazioni da verificare.
Una stima destinata a crescere se si considerano i tantissimi altri siti di cemento amianto sparsi qua e là nel territorio comunale, che possono essere considerati delle vere e proprie mine antiuomo. Mine che, in molti casi, si trovano nelle vicinanze di luoghi abbastanza frequentati, come scuole ed uffici, e dove, spesso, a pochi metri si ritrovano anche a giocare bambini. E' il caso dei quartieri periferici, primo fra tutti lo Zen, dove sono presenti, attualmente, le tre più grandi discariche abusive della città, rispettivamente ubicate in via Rocky Marciano, via Senocrate d'Agrigento e via Costante di Girardengo. In queste tre aree si calcola una presenza di rifiuti pericolosi che è 5 volte maggiore rispetto al totale di tutta Palermo.
Legato al problema dell'abbandono dell'amianto, infatti, vi è quello delle discariche abusive di rifiuti ingombranti. Se il cemento amianto entra in contatto con un frigorifero abbandonato, anche quest'ultimo verrà rimosso e smaltito con la tecnica dei rifiuti pericolosi perché contaminato.
Nel 2010 sono state censite dall'Amia 1353 discariche abusive per un totale di 5031 tonnellate di rifiuti ingombranti con un costo annuo di rimozione che è di 500000 euro. Somme che ricadono sulla collettività in quanto sono escluse dal contratto di servizio tra Amia e Comune. Per tale motivo, potendo utilizzare solo ed esclusivamente i fondi disponibili che non basterebbero comunque a rimuovere neppure una minima parte di rifiuti su un'intera discarica, l'amministrazione comunale si affida a ditte esterne, come la Eco's di Carini, con costi evidentemente superiori rispetto ad una gestione internalizzata.
Non c'è dubbio che, a queste condizioni, è più facile ritrovare quel recipiente sbriciolato per strada o nelle aree verdi abbandonate piuttosto che regolarmente smaltito. Una vera e propria bomba ecologica per l'ambiente, dunque, capace di nuocere non solo quest'ultimo, ma soprattutto la salute dei cittadini che vivono al suo interno.
Caterina Dazzo
Fonte foto: http://amiantoambiente.myblog.it
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