La donna e il ciclo mestruale sono un binomio inscindibile. Se dovessimo calcolare il numero di assorbenti che ogni donna usa nell’intero arco della sua vita ci ritroveremo davanti una cifra abnorme. I dati Istat rivelano che in Italia ci sono circa 16 milioni di donne in età fertile che consumano ogni anno circa 6 miliardi di assorbenti igienici o tamponi interni. In passato le donne utilizzavano delle stoffe che poi rilavavano, il loro impatto con l’ambiente era praticamente nullo. Adesso, grazie alle diverse alternative, è possibile dare il nostro contributo.
I moderni assorbenti usa e getta hanno in un certo senso liberato le donne da particolari fastidi, reso il periodo mestruale quasi uguale agli altri giorni e hanno permesso al gentil sesso maggiore autonomia nei movimenti. Ma hanno appesantito l’impatto con l’ambiente, infatti, sono difficili da smaltire, si calcola che gli applicatori, le strisce e la copertura adesiva, nonché le bustine contenitrici impieghino circa 500 anni per decomporsi. Inoltre, i moderni assorbenti industriali, contengono delle sostanze chimiche che entrano in contatto con il corpo e spesso provocano allergie e irritazioni.Ad oggi sono poche le donne che si preoccupano dei problemi ambientali connessi alla produzione e dallo smaltimento degli assorbenti.
Ci sono delle possibili alternative:
la prima è il ritorno agli assorbenti lavabili, ce ne sono di diversi tipi e materiali: dal sintetico alla canapa, con le ali o senza, per il giorno o per la notte. Non è un problema cambiarli fuori casa, poiché esistono delle borse fatte apposta con due tasche impermeabili: uno per quello utilizzato e l’altro per quello nuovo.
La seconda possibilità sono gli assorbenti biodegradabili al 100% o al 95%.
La terza possibilità è la nuova “coppetta mestruale”, si chiama Mooncup ed è in silicone anallergico. Un prodotto al quanto rivoluzionario ma soprattutto ecologico. Si tratta di una coppetta da inserire internamente, dura a lungo (circa 10 anni e costa una trentina di euro). Si stima che la coppetta consenta di risparmiare circa 10 mila assorbenti a donna. È igienica e non ha controindicazioni per la salute, non lascia fili e non provoca irritazioni. Una volta utilizzata, va svuotata (dopo 6-8 ore) e risciacquata, naturalmente sterilizzata e poi riutilizzata.
La scelta delle donne, di 40 Paesi, di utilizzare la coppetta, non è stata dettata solo dal risparmio economico, ma soprattutto dall’idea di rispettare l’ambiente.
Federica Li Vigni
fonte foto: shewhorunsintheforest.com
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