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Nucleare in Italia: si o no?

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E' questo uno dei dilemmi che divide il nostro paese: da una parte chi appoggia il nuovo programma sul nucleare, fortemente voluta dal Governo italiano; dall'altra chi vede nella costruzione di queste dieci centrali un passo indietro per quanto riguarda lo sfruttamento delle energie, un vero e proprio ritorno al passato.

Tra i principali esponenti del "NO" al nucleare, c'è la Legambiente, che sta portando avanti iniziative promosse a sostegno della legge di iniziativa popolare "Sviluppo dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima", con lo scopo di sensibilizzare, chi ci governa, ai temi ambientali e di spostare gli investimenti economici dal nucleare alle fonti energetiche rinnovabili ed alternative.

Chi appoggia il nucleare si difende, una cosa non deve escludere per forza l'altra. Investire sul nucleare non significa mettere da parte gli studi sulle energie rinnovabili. Nucleare, inoltre, significa abbattimento di emissione dei gas serra, diminuzione dipendenza energetica dall'estero e minori costi di produzione.

Ragioni queste che, come sostiene il responsabile Scientifico Legambiente Stefano Ciafani, faticano a stare in piedi. « E' vero che quando le centrali nucleari sono in funzione non emettono gas serra, ma è anche vero che durante la costruzione delle stesse tale emissione c'è. – ha così dichiarato Stefano Ciafani durante l'incotro organizzato da legambiente in collaborazione con la falcotà di Ingegneria di Palermo – I costi diminuiranno, ma senza considerare lo smantellamento delle centrali e lo smaltimento delle scorie radioattive. Ed anche la dipendenza dall'estero resterà, soprattutto per quanto riguarda il gas e il petrolio».

E allora, nucleare si o no? Probabilmente non è neanche questa la domanda giusta da porsi. Sarebbe forse meglio affrontare il problema da un altro punto di vista. «Prima di produrre energia bisognerebbe capire l'uso che se ne vuole fare – ha sostenuto il prof. Gianfranco Rizzo, docente d'ingegneria dell'università di Palermo – porsi prima il problema di una maggiore efficienza energetica e poi pensare ai modi per produrla». Questo è il vero primo passo da compiere.

Fonte foto: energia360.org

Annalaura Barreca

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