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Palermo: svelato traffico di rapaci con sequestro di rapaci propetti

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Plauso dell'Associazione ambientalista alla brillante operazione del Corpo Forestale statale e della Procura della Repubblica di Palermo, a pochi mesi dall'inchiesta della Procura di Caltanissetta che ha svelato un lucroso traffico di rapaci con base in Sicilia.

Il WWF Sicilia esprime viva soddisfazione per l'odierno blitz condotto dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato che ha permesso di sequestrare ben 14 uccelli rapaci super-protetti e cinque cardellini, detenuti illegalmente da un privato nella sua abitazione ed in uno scantinato.

La brillante operazione, disposta dalla Procura della Repubblica di Palermo, sfocerà in un procedimento penale visto che la detenzione di tali uccelli (un Gufo reale, quattro Poiane di Harris, due Falchi pellegrini, due Sparvieri, una Poiana ferruginosa, due Gheppi e due Poiane oltre ai Cardellini) costituisce reato. "Questa operazione rappresenta una formidabile azione di contrasto del traffico internazionale di specie selvatiche proprio nell'Anno mondiale della Biodiversità – ha dichiarato Pier Francesco Rizza, Presidente regionale del WWF – e conferma il nostro allarme circa la recrudescenza del fenomeno del prelievo illegale di rapaci in Sicilia e nel resto del Bacino Mediterraneo, destinati ad essere venduti ad allevatori, collezionisti e falconieri. L'elevato numero di uccelli super-protetti detenuti dal soggetto denunciato ha fatto emergere un mercato di animali vivi, dietro cui si nasconde un fiorente traffico illegale che rischia di compromettere definitivamente la conservazione di specie sempre più rare, in particolare i rapaci, animali importantissimi per gli equilibri naturali".

"Purtroppo in Sicilia la legge regionale sulla caccia e la tutela della fauna n.33 del 1997 è poco severa sul punto e non contrasta adeguatamente né il bracconaggio, né il traffico illecito di animali selvatici – denuncia Ennio Bonfanti, responsabile regionale delle Guardie giurate WWF -. Grazie a tali norme lassiste, infatti, chiunque con una semplice domandina in carta da bollo può ottenere l'autorizzazione da parte dell'Assessorato regionale delle Risorse Agricole ad allevare "a scopo amatoriale ed ornamentale" (sic!) qualsiasi specie di mammifero o uccello selvatico, anche rarissimo, in via di estinzione o protetta, ed in qualunque quantità!".

Per questo il WWF Sicilia, oltre ad incoraggiare l'azione di contrasto al traffico illecito della fauna selvatica da parte del Corpo Forestale regionale e delle altre Forze di Polizia, chiede al neo assessore all'agricoltura, dott. Elio D'Antrassi, di istituire un tavolo tecnico anche con gli esperti del WWF per modificare le vigenti normative in tema di tutela della fauna selvatica.

Già a luglio di quest'anno la Sicilia è stata teatro di un'importantissima inchiesta contro il commercio illecito di rapaci. La Procura di Caltanissetta – anche grazie alle informazioni raccolte sul territorio da alcuni membri del Network Traffic del WWF e collaboratori tecnici dell'Università di Palermo – ha coordinato circa 50 agenti della Sezione Investigativa Cites del Corpo Forestale dello Stato di Roma effettuando contemporaneamente decine di perquisizioni in tutta Italia, facendo luce su un traffico illecito di animali esteso dalla Lombardia alla Sicilia e collegato a vari soggetti in Belgio, Spagna, Austria e Germania.

Importante il giro d'affari scoperto: un "certificato Cites" (obbligatorio per regolarizzare la detenzione di specie protette) veniva "riciclato" da un esemplare morto e valeva 2.000,00 euro; una coppia di aquile fino ad 8.000,00 euro. Ad acquistare gli animali erano collezionisti, parchi zoologici di tutto il mondo e varie scuole di falconeria dei paesi arabi. Sono stati scoperti e denunciati penalmente anche alcuni bracconieri siciliani che prelevavano uccelli rapaci in via d'estinzione dal loro habitat naturale, li allevavano in cattività e li immettevano sul mercato clandestino con false certificazioni Cites. Diciassette le persone indagate per ricettazione e commercio illegale di specie protette.

Secondo il WWF, la Sicilia rappresenta ancora la roccaforte di molte specie di rapaci rarissimi che vi nidificano. Per questo è urgente intervenire seriamente, passando dalle parole ai fatti, proteggendo il territorio che conserva i nidi di queste ultime coppie, impiantando progetti di sorveglianza, di aiuto alimentare e di ripristino delle condizioni ambientali ecologiche indispensabili a questi animali. Occorre che le istituzioni, in primis la Regione Siciliana, si impegni da subito per non fare estinguere questi animali. Importante è poi non allentare la rete dei controlli: il WWF – anche tramite le sue guardie volontarie ed i suoi esperti - continuerà a dare il massimo supporto alle istituzioni nella lotta per la difesa della fauna e della biodiversità.

comunicato stampa
WWF Italia Sezione regionale Sicilia

foto: www.petpassion.tv

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