Il Parco Belvedere di Pedara è stato teatro della "Seconda mostra amatoriale canina", evento che ha visto la partecipazione di numerose associazioni animaliste. Giornate dedicate completamente all'amore per gli animali, dove famiglie festanti hanno portato con sé cani, gatti e altri animali domestici, e dove altre ancora non hanno perso occasione per adottare un cucciolo.
Così, tra i tanti "bau" e "miao" che si mescolano alle voci gioiose dei bambini, abbiamo incontrato le attiviste dell'OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali, sezione di Catania), da due anni sulla cresta dell'onda per la difesa degli animali. Gente come noi, ma con una passione infinita per gli amici a quattro zampe, che molto spesso rivoluzionano le proprie giornate, e le proprie abitazioni, pur di far felice un cagnolino o un gattino lasciato al proprio destino.Elisa Caruso, accompagnata per l'occasione da una dolcissima cagnolina di nome Elisa, ci ha svelato di avere un allevamento di cani e che, nonostante tutte le difficoltà, lei e la sua famiglia si sentono finalmente realizzati. Francesca Cavaleri, amante dei gatti (ne possiede uno), si occupa quotidianamente di una colonia felina nonostante gli impegni di lavoro. Lei come tanti si è avvicinata al mondo dell'animalismo a causa di un triste evento: « Il mio amore per gli animali mi è stato trasmesso fin da piccola. In occasione della mia laurea mi ragalarono un Beagle, ma morì qualche mese dopo. Mi avevano garantito che era sano, invece, in realtà aveva un tumore. La mia reazione è stata quella di avvicinarmi al volontariato e, quindi, ho contribuito alla fondazione dell'OIPA di Catania. Oggi passo felice le mie domeniche ad aiutare gli animali in difficoltà e spesso faccio anche delle trasferte, come in occasione dell'alluvione che mesi fa ha colpito la provincia di Messina».
Come Francesca, anche Loredana Chiarenza va in missione fuori dei confini catanesi per la causa animalista. Lei è un'instancabile guerriera: vive in casa, oltre che con il marito e i figli, con gatti, cani, tartarughe, colonie feline. Insomma una novella Arca di Noè, dove accoglie molto spesso altri animali in difficoltà e fa in modo che questi siano subito adottati (anche se a volte, li tiene lei definitivamente). Poi, ci svela un aneddoto che fa riflettere: «Abbiamo trovato un Pitbull ferito. Lo abbiamo soccorso, e con una mia amica ci siamo mossi per portarlo all'Isola d'Elba, dove lo avrebbero accolto con gioia. C'è stato un certo ostruzionismo da parte delle compagnie aeree, ma dopo numerosi tentativi ce l'abbiamo fatta. Ho scoperto che all'Isola d'Elba i canili sono semi-vuoti e i randagi sono pochissimi: da noi si parla tanto, si fa poco, e perdiamo tempo tra le carte bollate. Devo persino fare la sterilizzazione degli animali a casa mia!». Secondo Loredana la causa di tutti i mali è da imputare anche nel fatto che «I bambini, fin dalla scuola materna, non vengono abituati all'amore e al rispetto per gli animali, e quindi credono che sia i cani sia i gatti sono pericolosi».
Elisa, Francesca e Loredana ci lasciano perché sono tante le persone che si recano presso lo stand dell'OIPA. Non rimaniamo soli, anzi. Con loro c'è il "capitano" Tiziana Genovese, che rappresenta la parte comunicativa e diplomatica dell'associazione e che ci presenta volentieri le attività dell'OIPA sezione di Catania: «Il nostro compito principale è quello di tutelare ed affermare i diritti degli animali. Insomma, facciamo animalismo a 360° gradi, senza alcuna distinzione. E' difficile lavorare in un contesto dove l'abbandono e il maltrattamento degli animali e soprattutto il randagismo raggiungono picchi elevati, specie quando alle spalle ci sono stati decenni d'inadempienze. La Sicilia è una regione a statuto speciale, ha proprie leggi che prevedono l'obbligo dei comuni ad accogliere in strutture adeguate gli animali, ma si fa ben poco per applicarle. Inoltre molti enti lamentano problemi di bilancio e non possono destinare fondi, insomma la solita scusa...».
Come combattete il randagismo?
«Grazie all'aiuto d'alcuni specialisti, riusciamo a sterilizzare alcuni animali. Necessitiamo, tuttavia, di maggiori mezzi: se facciamo venti sterilizzazioni a settimana, possiamo secondo me dare un contributo più incisivo. Diciamo che quello che facciamo è una goccia nel mare...».
Eppure le ultime statistiche dicono che in Italia l'abbandono degli animali è in calo...
«A livello nazionale siamo soddisfatti, non naturalmente per quello che riguarda la Sicilia. Da noi manca la cultura dell'accoglienza degli animali, il problema è molto serio. La gente non rinuncia alle vacanze e "sacrifica" il proprio animale: del resto c'è la falsa credenza che una volta abbandonato, il cane o il gatto torni allo stato naturale! Non c'è da noi la coscienza che l'animale è prima di tutto un essere vivente come noi, fa a pieno titolo parte della nostra famiglia. Non è un giocattolo che possiamo utilizzare a nostro piacimento».
Qual è l'attività che vi dà maggiore soddisfazione?
«Sicuramente l'opera di sensibilizzazione nei riguardi dei cittadini ma anche il riconoscimento delle colonie feline. Non dimentichiamoci che il randagismo riguarda anche i gatti, non solo i cani. A tal proposito, stigmatizzo la cattiveria gratuita di certa gente verso quei gatti che vivono liberamente per strada o nei condomini. Per fortuna che non tutti sono così: penso a quelle persone che ci affiancano senza chiedere nulla in cambio, che spesso non vogliono esporsi e che nel momento del bisogno sono sempre pronte a farsi avanti, anche a costo di sacrificare le loro attività quotidiane. Loro sono la forza dell'OIPA, non solo noi attivisti. Ogni piccola nobile azione verso i nostri amici animali in difficoltà è una gran soddisfazione per noi».
Ultimamente a Padova, un cittadino ha ricevuto una sanzione amministrativa di 1065 € perchè aveva investito ed ucciso un cane senza averlo soccorso.
La multa può essere un buon deterrente o bisogna essere più severi?
«Partiamo dal presupposto che la sanzione amministrativa non ripaga l'animale del danno subito, a maggior ragione non gli restituisce la vita, come nel caso di Padova. Tuttavia ben vengano multe più salate: solo così il cittadino può essere indotto alla riflessione e al pentimento. Se poi c'è di mezzo il carcere, tanto meglio!»
Altra nota dolente: in rete è circolato un video di una ragazza bosniaca, intenta a lanciare dei cuccioli di cane nelle acque di un fiume, uccidendoli. La famiglia se l'è cavata con 5000 € di multa...
«Questi eventi sono pugni nello stomaco.
Il rischio d'emulazione è piuttosto elevato, ma avete visto come si è mobilitato il mondo animalista, per dare utili indicazioni a trovare questa ragazza?
Questa è la prova che aldilà delle bandiere e delle frammentazioni, il mondo animalista è sempre in prima fila e compatto. Ovviamente, anche in questo caso la severità è d'obbligo.»
Quindi il rapporto tra OIPA e le altre associazioni sarà sicuramente ottimo...
«Io parlerei di rapporti civili e collaborativi. L'OIPA ha sempre voluto lavorare in sinergia con le altre associazioni animaliste: non serve a nulla lavorare per sé. Magari i modi di porsi saranno diversi, ma credo che tutti per difendere i diritti degli animali debbano sempre fare fronte comune.»
E i rapporti con le istituzioni locali?
«In generale cerchiamo di mantenerli buoni. L'OIPA cerca di fare da tramite tra i cittadini e le istituzioni, ma spesso, si sa, sia noi che altre associazioni facciamo quello che le istituzioni non fanno. Ci aspettiamo più collaborazione da parte degli enti: senza di loro, non assicuro che possiamo cambiare di colpo lo stato delle cose attuali ma se non altro "migliorare leggermente". Questa è la nostra speranza per il futuro.»
La chiacchierata con le attiviste dell'OIPA è stata sicuramente utile per fare capire che basta solo un pizzico di cuore in più e tutto cambierà per il meglio. Elisa, la cagnolina che ci ha fatto compagnia per tutta l'intervista sembra voglia dirci qualcosa, ma bastano i suoi dolcissimi occhi e le continue coccole nei riguardi dell'intervistatore per capire che ha gradito tantissimo la nostra visita. Dentro una gabbietta, due gattini aspettano ansiosi di essere adottati. I loro volti, un po' tristi e un po' spaesati, diventeranno felici quando vedranno il sorriso di un bambino che chiede ai genitori di portarli con sè. E ne siamo certi, il loro sogno si realizzerà grazie all'opera instancabile di persone grintose che come Elisa, Francesca, Loredana e Tiziana combattono ogni giorno affinché non ci siano più animali condannati ad una vita di stenti e di dolori.
Pasqualino D'Amico
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