La Scala dei Turchi circondata dal cemento
La Sicilia, lo sappiamo, è piena di bellissime spiagge, insenature, scorci di coste che sembrano rimaste immerse in un’epoca passata, un’epoca dove l’uomo non aveva ancora preso il sopravvento sulla natura, distruggendola, deturpandola con le sue costruzioni talvolta talmente brutte da essere universalmente definite come “inguardabili”.
Stiamo parlando degli “ecomostri” che lambiscono le coste più belle della nostra terra, costruzioni abusive messe in piedi da gente senza scrupoli, “terroristi ambientali” pronti a tutto per incrementare il proprio profitto, in spregio anche delle più banali regole del vivere civile. Costruzioni rese possibili anche grazie all’inefficienza della macchina amministrativa, non in grado, evidentemente, di mettere in pratica un vero controllo del territorio e grazie anche alle lungaggini, a volte estenuanti, dei processi giudiziari necessari, una volta scoperto l’abuso, per procedere all’abbattimento dell’ecomostro. Ci occupiamo in questo caso della “Scala dei Turchi” una parete rocciosa, che si erge a picco sul mare lungo la costa di Realmonte, vicino a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. Questa è diventata nel tempo un'attrazione turistica sia per la singolarità della scogliera, di colore bianco e dalla particolare forma a gradini, sia a seguito della popolarità acquisita dai romanzi con protagonista il commissario Montalbano scritti da Andrea Camilleri, in cui questi luoghi vengono citati (l'immaginario paese del commissario, Vigata).Questa meraviglia della natura è circondata da entrambi i lati dagli scheletri di due strutture abusive che dovevano essere abbattute già da parecchio tempo. Di queste due strutture una doveva diventare un albergo di lusso, mentre l’altra doveva essere una fabbrica, frutto di una vecchia lottizzazione privata abusiva.
Negli anni novanta ci furono anche dei processi che terminarono con le condanne dei responsabili del disastro ambientale, ma ancora dopo tanti anni non si riesce a liberare il paesaggio della Scala dei Turchi da queste brutture, nonostante anche le molte mobilitazioni delle associazioni ambientaliste che hanno, a più riprese, lamentato la mancanza di volontà da parte della politica di risolvere una volta per tutte la questione.
Il nuovo sindaco di Realmonte, Pietro Puccio assicura : «Il problema della Scala dei Turchi è una delle prime questioni che sto affrontando, purtroppo tutto nasce dal fatto che chi all’epoca realizzò quei manufatti lo fece sulla base di una regolare concessione edilizia e ancora oggi continua a rivendicare il diritto di edificare. Da parte mia cercherò di evitare che perduri quello scempio. Per quanto riguarda la lottizzazione si deve decidere: o i privati vengono autorizzati a completare oppure gli scheletri vanno abbattuti. Più complessa la situazione dell’albergo: c’è un contenzioso in atto e voglio prima capire a che punto siamo, quindi interverrò. Comunque la Scala dei Turchi è il fiore all’occhiello del mio comune e farò di tutto per preservarla e valorizzarla come merita».
É stata presentata, infatti, nel 2007 una richiesta ufficiale da parte del comune di Realmonte di inserire la “Scala dei Turchi” nell’elenco del Patrimonio dell’Umanità da parte dell’ UNESCO.
Giuseppe Zappalà
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